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Commemorati il pediatra Liotta e il sindaco Verro

Doppia commemorazione oggi a Corleone. Ad essere ricordati due eventi: l’assassinio di Bernardino Verro, primo sindaco socialista corleonese e capo del movimento contadino, e la morte di Giuseppe Liotta, il pediatra palermitano che ha perso la vita due anni fa, ad una manciata di chilometri da Corleone, a causa della tragica alluvione. Due destini diversi, un solo denominatore comune: l’amore per quello che facevano anche a costo della propria esistenza.

La prima cerimonia, in forma ristretta in ottemperanza alle regole imposte dal Covid, si è svolta in piazza Nascè, davanti al busto collocato nel 2015, in occasione del centesimo anniversario del suo omicidio, avvenuto il 3 novembre 1915. Le lastre di marmo attorno al piedistallo sono state recentemente restaurate dal Comune. Amministrazione comunale, Cgil e Legacoop hanno deposto una corona d’alloro e una composizione di fiori ai piedi del busto.

Al breve incontro hanno preso parte il vice sindaco, Maria Clara Crapisi, l’assessore alla Legalità, Walter Rà, il presidente del Consiglio comunale, Pio Siragusa, alcuni consiglieri, rappresentanti della forze dell’ordine, il responsabile del dipartimento legalità della Cgil Palermo, Dino Paternostro, il segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Cosimo Lo Sciuto, Pippo Cipriani della Legacoop Sicilia.

“Generalmente qui sarebbe stato pieno di giovani – ha detto il vice sindaco Crapisi -, è molto triste che non sia così. L’auspicio è che il prossimo anno possano essere con noi a ricordare questo eroe la cui azione deve essere un monito per ciascun cittadino”. “Per noi che amministriamo – ha affermato il presidente Siragusa – è un faro che guida, rispettando le leggi e i diritti dei cittadini”.

Il sindaco socialista fu ucciso dalla mafia nel 1915 per la sua lotta per una giusta distribuzione delle terre. Dopo la commemorazione di stamani, si è svolta una breve visita in via Bernardino Verro dove sono in corso i lavori di ristrutturazione della Casa del Popolo, che fu sede della Cooperativa Unione Agricola. Dovrebbe diventare archivio storico del movimento contadino di cui Verro fu uno degli organizzatori e dirigente nazionale. “Speriamo poterla donare al più presto ai nostri concittadini”, ha dichiarato l’assessore Rà.

In tarda mattinata il ricordo del dottore Liotta, entrato tristemente nelle cronache il 3 novembre 2018, giorno il cui sul territorio corleonese si è abbattuta una violentissima alluvione che ha causato danni molto ingenti, oltre che la morte del medico. Nonostante l’allerta rossa diramata dalla Protezione civile, Liotta, pediatra 40enne, padre di due bimbi piccoli, si era messo in macchina da Palermo per raggiungere l’Ospedale dei Bianchi dove lo attendeva il turno di notte. Un turno che non iniziò mai.

Probabilmente a causa del buio e delle condizioni meteo difficili, Liotta lasciò la strada principale verso Corleone, quando alla meta mancavano ormai pochi chilometri. Fu travolto da acqua e fango. Le ricerche scattarono immediatamente e durarono giorni. La mobilitazione fu massiccia: forze dell’ordine, uomini della Protezione civile, semplici cittadini lo cercarono per giorni. Il corpo fu ritrovato solo l’8 novembre in un vigneto. Ben 9 chilometri dal punto in cui era sceso dall’auto.

Quella Tiguan bianca abbandonata in contrada Scalilli la ricordano tutti. Lì l’anno scorso i colleghi hanno piantato un ulivo, che ricorderà per sempre il medico morto per fare il suo dovere. Stamattina una delegazione dell’Amministrazione comunale, insieme alle forze dell’ordine locali, ha deposto dei fiori sotto l’albero e pregato per Liotta.

“Due esempi di grande sacrificio – commenta il sindaco Nicolò Nicolosi -, umano e professionale. Seppur lontani cronologicamente e con due storie molto diverse, Verro e Liotta sono dei fulgidi esempi di abnegazione e attaccamento al lavoro. Questi due uomini vanno ricordati per l’altissimo valore civile delle loro azioni”.

 

Sabato la presentazione della tela scomparsa 50 anni fa e apertura di una mostra

Dopo 50 anni dalla sua scomparsa in circostanze misteriose, la Madonna del Lume sta per essere restituita ai cittadini corleonesi. Il quadro del ‘700, trafugato nel 1970 e ritrovato dalla polizia lo scorso mese di luglio, sarà celebrato con una mostra allestita nella Cappella della Compagnia dei Bianchi. L’inaugurazione è prevista per sabato 22 agosto a partire dalle 10. L’ingresso è gratuito. 

Per questa speciale occasione, riapre le porte l’Ex Ospedale della Compagnia dei Bianchi, gioiello storico e architettonico di Corleone. La Compagnia dei Bianchi dello Spirito Santo lo ha candidato come “Luogo del cuore” del Fondo Ambiente Italiano e l’Amministrazione comunale ha tra i suoi progetti quello di migliorare la fruibilità del complesso ex ospedaliero, prendendo a modello lo Spasimo di Palermo. Lunedì prossimo, al suo interno è in programma un concerto di Palermo Classica. 

L’apertura della mostra “Il capolavoro ritrovato: la Madonna del Lume” sarà preceduta dalla presentazione ufficiale della tela. Dopo i saluti del sindaco Nicolò Nicolosi, dell’assessore alla Cultura e alla Legalità Walter Rà, del presidente della Compagnia dei Bianchi Vincenzo Gallina, interverranno tra gli altri il senatore Riccardo Nencini, presidente della Commissione Cultura del Senato, monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, il questore di Palermo Renato Cortese, il professore Alessandro Bedini della Fondazione Campus Lucca, Studi del Mediterraneo, la professoressa Mariny Guttilla, docente di Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Palermo.

Durante la cerimonia, un encomio sarà conferito al commissario capo della Polizia di Stato di Corleone, Filippo Li Volsi, e all’ispettore Orazio Antonino Melita per l’impegno profuso nella ricerca del dipinto scomparso. Inoltre, si esibiranno due violinisti della Massimo Kids Orchestra, Luca Provenzano e Salvatore Pasqua (entrambi corleonesi), insieme al tenore Christian Rimasti.

La mostra comprende anche una tela che rappresenta la Madonna di Trapani e alcuni volumi originali appartenenti alla Compagnia dei Bianchi dello Spirito Santo. Per visitarla, in ottemperanza alle norme per la prevenzione della diffusione del coronavirus, sarà necessario indossare la mascherina. Prima dell’ingresso, nell’atrio dell’Oratorio, sarà proiettato un video introduttivo.

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