Categoria: Comunicati stampa

Doppia festa per San Leoluca e la riapertura della Chiesa Madre

Corleone, 2 marzo 2020. Festa doppia a Corleone il primo marzo. Oltre a celebrare il suo amato patrono, San Leoluca, quest’anno si è aggiunta una seconda ricorrenza: la riapertura dopo un anno della chiesa di San Martino. La Chiesa Madre è stata oggetto di un lungo lavoro di restyling che l’ha resa ancora più bella e luminosa.

I festeggiamenti in onore di San Leoluca si sono susseguiti per una decina di giorni. A causa della sospensione delle attività scolastiche era saltato l’appuntamento con la tradizionale degustazione della pasta “finocchi e sarde”, che avrebbe dovuto essere curata dall’Istituto “Don Calogero Di Vincenti”. Il clou si è avuto nel fine settimana. Sabato il simulacro è stato trasferito nella chiesa di San Martino dove domenica è stata celebrata la messa solenne. La cerimonia è stata officiata da monsignor Antonino Dolce, vicario generale dell’Arcidiocesi di Monreale. “Sono felice di essere qui in questo giorno così speciale per questa comunità parrocchiale e per questa città”, ha detto durante l’omelia.

La chiesa era chiusa da un anno. Sono stati eseguiti lavori per il rifacimento di alcuni impianti tecnologici e opere di restauro conservativo. Ora è dotata di un moderno impianto elettrico e illuminotecnico, con luci a led che, accanto all’illuminazione già esistente, creano un’atmosfera calda e suggestiva tra le navate. Sono state anche collocate le luci d’emergenza. Installati anche un impianto d’allarme e uno per la diffusione sonora. In alcune parti della chiesa sono state necessarie opere di restauro conservativo e di tinteggiatura. Durante i lavori, c’è stata anche una piacevolissima sorpresa: la scoperta, sotto al pavimento, di quello originale del ‘500, oggi visibile grazie a vetrate.

“L’amministrazione si unisce alla gioia della comunità ecclesiastica e di tutta la cittadinanza per la riapertura della Chiesa Madre – affermano Nicolò Nicolosi e Maria Clara Crapisi, sindaco e vice sindaco di Corleone -. Questo è un luogo di culto che riunisce i cittadini in occasione delle solennità più importanti dell’anno liturgico. Questa chiesa ha un grande valore sia per le sue bellezze artistiche, sia per la sua capacità di coesione. Ed è un bell’auspicio che tutto ciò avvenga nel giorno di San Leoluca”.

Dopo la cerimonia, il simulacro di San Leoluca ha lasciato la Chiesa Madre ed è stato portato in processione per le vie della città, accompagnato dalle autorità civili, militari e religiose corleonesi e di moltissimi cittadini. Durante la processione, sono state accese varie “luminiane”, piccoli falò in diversi punti della città. Al termine, la statua ha fatto ritorno nella sua “casa”, la chiesa che porta il suo nome.

Il Comune si dota del PEBA, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche

Dopo oltre 30 anni dall’entrata in vigore della normativa, il Comune di Corleone si dota del PEBA, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche, candidandosi a diventare città sempre più a misura di persone diversamente abili. Il via libera al corposo documento, frutto di un minuziosissimo lavoro di ricerca e progettazione, è arrivato con una delibera della giunta comunale. Presto sarà discusso in Consiglio comunale. E poi si cominceranno a cercare i fondi necessari ad eliminare i tanti ostacoli della città. Alcune somme però sono già state previste.

I PEBA sono disciplinati dall’articolo 32 della legge 41 del 1986. La normativa prevedeva che avrebbero dovuto essere adottati dai Comuni e dalle Province entro un anno dall’entrata in vigore. In caso contrario, sarebbe scattato un “commissariamento” da parte delle Regioni. Per vari motivi però sono pochissimi in Italia i Comuni che si sono adeguati.

“Siamo finalmente pronti a recuperare questo grande ritardo – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Schillaci -. Negli ultimi due mesi abbiamo lavorato moltissimo per censire tutti i luoghi e gli edifici che necessitano di questi adeguamenti e per redigere il documento, che ho avuto il piacere di presentare in anteprima ad alcuni concittadini diversamente abili, che ringrazio per il loro contributo. Appena avremo l’approvazione da parte del Consiglio comunale, cominceremo immediatamente a partecipare ad appositi bandi per reperire le risorse economiche che ci consentiranno di avviare le opere”. “Considerata l’importanza della questione, faremo in modo di far arrivare il documento in Consiglio entro il 10 marzo”, dichiara il presidente del Consiglio comunale, Pio Siragusa.

Il PEBA è uno strumento di programmazione necessario per accedere a bandi per finanziare l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma non solo. In caso di lavori, ad esempio il rifacimento di una strada, i progettisti devono adeguarsi a ciò che viene previsto dal Piano. A Corleone ciò avverrà con il progetto dei lavori in via Francesco Bentivegna, che verrà rivisto proprio in “ottica PEBA”.

Il gruppo di progettazione del PEBA corleonese è composto da Giuseppe Gennaro, Vincenzo Gennusa e Giacomo Dragna. La prima operazione è stata il censimento delle barriere architettoniche presenti in città: gradini, cordoli, pendenze eccessive, pavimentazioni deformate o scivolose, assenza di marciapiedi, dissuasori e qualunque altro tipo di ostacolo al passaggio di una carrozzina. I luoghi interessati sono molti: gli uffici comunali di via Santa Lucia, l’asilo di contrada Punzonotto, il cimitero, la villa comunale, gli impianti sportivi, palazzo Cammarata, il museo “Pippo Rizzo”, il Complesso monumentale Sant’Agostino, il Cidma sono alcuni di essi.

In un secondo momento si è proceduto all’individuazione delle migliori soluzioni progettuali. E infine è stata inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche la somma complessiva per poter realizzare le opere del PEBA. Tra edifici pubblici e strade è stata calcolata una spesa di circa 800.000 euro di lavori. Dopo l’approvazione del bilancio, con fondi propri inizierà il rifacimento della segnaletica stradale verticale e orizzontale in tutta Corleone.

“In questo primo anno di amministrazione della città – afferma il sindaco Nicolò Nicolosi -, da più parti siamo stati sollecitati a colmare questa mancanza. Ed era una richiesta assolutamente legittima. La redazione del PEBA è il primo fondamentale passo per rendere Corleone accessibile davvero a tutti. È chiaro che i tempi perché ciò accada non saranno brevissimi perché ci sono degli step da rispettare, ma la volontà e la determinazione di andare avanti sono forti, cosa che finora abbiamo sempre dimostrato”.

Nicolosi eletto presidente della Conferenza dei sindaci per la sanità provinciale

Corleone, 20 febbraio 2020. Il sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, è stato eletto all’unanimità presidente della Conferenza dei sindaci per la sanità provinciale, organo di raccordo tra i Comuni e l’Azienda sanitaria provinciale 6. Il vice presidente è il primo cittadino di Petralia Sottana, Leonardo Neglia. L’elezione è avvenuta stamani a Villa Niscemi, sede istituzionale del Comune di Palermo, alla presenza di molti sindaci della provincia e del direttore amministrativo dell’Asp, Nora Virga. Ad accoglierli e a dare loro il benvenuto il sindaco della Città metropolitana di Palermo, Leoluca Orlando.

Facendo presenti le loro molteplici esigenze in ambito sanitario, i sindaci della provincia hanno auspicato un impegno da parte della Conferenza rivolto ai bisogni di salute del territorio, sia dal punto di vista della funzionalità degli ospedali, sia per quanto riguarda le problematiche socio-sanitarie di cui la Conferenza si farà carico. Gli ospedali della provincia di Palermo, afferenti all’Azienda sanitaria provinciale, guidata da Daniela Faraoni, sono 4: l’Ospedale dei Bianchi di Corleone, il Civico di Partinico, il Cimino di Termini Imerese e il Madonna dell’Alto di Petralia Sottana.

A questi si aggiunge l’ospedale Ingrassia in città, mentre il Giglio di Cefalù, pur facendo parte della provincia di Palermo, non ricade nell’amministrazione dell’Asp. I due nosocomi di Corleone e Partinico lavorano in sinergia, nonostante le difficoltà di collegamento dovute alle strade in pessime condizioni.

Gli organi della Conferenza dei sindaci saranno completati con l’elezione del comitato istitutivo, composto dai rappresentanti dei 10 distretti sanitari della provincia palermitana. Una delle attività fondamentali della Conferenza è la valutazione dell’atto aziendale dell’Asp che organizza la rete ospedaliera sul territorio. L’ultimo è stato adottato dall’Azienda di via Cusmano alla fine di settembre dello scorso anno. In quell’occasione, tra le varie novità, c’era stata una rimodulazione dell’organizzazione in macroaree: le articolazioni organizzative dei dipartimenti operanti nel vasto territorio provinciale, sono state raggruppate in un’area occidentale (area 1), comprendente i distretti di Corleone, Lercara Friddi, Partinico, Carini; un’area orientale (area 2), comprendente i distretti di Cefalù, Termini Imerese, Petralia Sottana, Bagheria, Misilmeri, ed un’area metropolitana (area 3), rappresentata dal distretto di Palermo.

La Conferenza dei sindaci per la sanità inoltre dà pareri sul Piano socio-sanitario messo a punto dall’assessorato regionale alla Salute di concerto con quello alla Famiglia. Infine, propone e organizza diverse attività sul territorio e collabora fattivamente con l’Asp per la realizzazione delle sue iniziative.

“Lavoreremo con grandissimo impegno perché le istanze che arrivano dal territorio possano trovare risposte concrete e veloci – dice il sindaco Nicolosi – . Le criticità nell’ambito sanitario sono tante e, per quanto compete loro, i sindaci devono farsene carico per garantire il massimo benessere ai cittadini. Ciò significa facilitare l’accesso ai servizi e, al contempo, migliorare gli standard qualitativi. Lavoreremo insieme alla direzione dell’Asp affinché tutto questo possa realizzarsi sempre di più”.

Il Comune tra i partner di un progetto per i migranti

Corleone, 19 febbraio 2020. C’è anche Corleone tra i partner del progetto “BUSY”, nell’ambito del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione dell’Unione europea. L’accordo di programma è stato firmato a Palermo, a Palazzo delle Aquile, tra i Comuni di Siracusa, Marsala, Pantelleria, Favignana, Palermo e appunto Corleone. Capofila del progetto è l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani. Scopo del FAMI è la promozione dell’integrazione e la protezione dei soggetti migranti, in particolare dei minori. 

“BUSY” è l’acronimo di Building Capacities for Sicily. A disposizione ci sono un milione e 300mila euro che saranno suddivisi tra i soggetti partner. A Corleone arriveranno circa 59mila euro. Il progetto punta a migliorare il livello di programmazione, gestione ed erogazione dei servizi pubblici e amministrativi dei Paesi terzi. L’obiettivo più generale è il miglioramento, con dei protocolli uguali per tutti, della qualità dei servizi con standard maggiori e tempi più brevi. 

Le attività a Corleone, così come negli altri Comuni coinvolti, sono finalizzate all’apertura di uno sportello per la raccolta delle segnalazioni dei tutori dei minori stranieri, per il loro supporto, orientamento e formazione. Inoltre, il personale degli enti locali farà una specifica formazione per operare con efficacia ed efficienza nella gestione dei servizi da offrire ai migranti. Tra le attività quindi è previsto l’aggiornamento degli operatori per potenziare i servizi.

Per rendere omogenee le pratiche in tutti i Comuni, è stato creato un gruppo di coordinamento regionale composto dai referenti di progetto e quelli amministrativi che si riunirà periodicamente per fare il punto sull’avanzamento delle attività. “Abbiamo voluto partecipare al progetto ‘BUSY’ perché Corleone ospita una comunità di migranti e la nostra attenzione nei loro confronti è alta. Con il progetto non vogliamo solo dimostrare sensibilità nei confronti di questo tema, ma anche dare strumenti concreti di sostegno”, affermano Nicolò Nicolosi, sindaco di Corleone, e Maria Clara Crapisi, vice sindaco, assessore alle Politiche sociali e referente per il progetto a Corleone. 

 

Carnevale, 5 giornate di appuntamenti

Corleone, 14 febbraio 2020. Si alza il sipario sull’edizione 2020 del Carnevale corleonese. Cinque appuntamenti a partire da domani, sabato 15 febbraio, sino al gran finale di Martedì Grasso. L’iniziativa, organizzata dall’associazione Asturia (Associazione a tutela del riavulicchiu), ha ricevuto il patrocinio del Comune di Corleone e dall’assessorato regionale al Turismo. E tra cavalli, maschere nuove e antiche, carri, il programma è ricco e per tutti i gusti.

La cerimonia di apertura è prevista per domani a partire dalle 19.30 in piazza Garibaldi. Il gruppo vincitore nel 2019, “Malati cronici”, restituirà simbolicamente il trofeo del “riavulicchiu”, simbolo del Carnevale di Corleone, che sarà poi consegnata al carro vincitore.

Durante la cerimonia inaugurale saranno presenti le tre maschere più rappresentative: il “riavulicchiu” e altri due “riavuli” che sono stati recuperati nel 2019, dopo 70 anni di oblìo, grazie ad un libro sul Carnevale corleonese scritto da Luca Cascio. Originariamente il diavolo bianco, che simboleggia la primavera, apriva il corteo. Sarà indossato da Angelo Di Palermo, presidente dell’associazione Asturia. Quello nero, emblema dell’inverno, chiudeva invece la sfilata. Lo metterà l’assessore comunale alla Cultura Walter Rà in rappresentanza dell’amministrazione comunale. I paramenti di entrambi i diavoli – “cianciane” (campanelle), mantelli e cinture in cuoio – sono stati donati al Comune.

La serata sarà animata dal dj Luca Calandretti e conclusa dal dj Ago Pil8. “Al centro di questo primo appuntamento ci saranno le esibizioni dei vari gruppi partecipanti – afferma l’assessore Rà -, che saranno già oggetto di una prima valutazione per il premio finale. Vogliamo valorizzare le maschere, le coreografie, i costumi”.

Domenica 16, dalle 16, con partenza da piazza Santu Lucuzza, la sfilata in maschera a cavallo, organizzata dall’associazione Equitrinacria ed Equitrekking Corleone. “Questa è, di fatto, la più importante manifestazione equestre – aggiunge Rà -. Quando non c’erano i carri allegorici c’era la sfilata a cavallo. Riproporla significa ricordare le origini di questa festa in città”.

Giovedì 20 febbraio sarà la volta del Carnevale nelle scuole. Alle 10.30 in piazza Falcone e Borsellino festa per i più piccoli con balli e spettacoli.

Le due grandi sfilate dei carri e dei gruppi si svolgeranno domenica 23 e martedì 25 febbraio. Entrambi i giorni il via sarà alle 16 da piazza Vittime della mafia per proseguire lungo corso dei Mille, piazza Falcone e Borsellino, via Santa Lucia, via Duca d’Aosta per terminare davanti alla villa comunale. Qui, intorno alle 21, si esibiranno i gruppi in maschera.

Domenica sera la premiazione dei vincitori di questa edizione, dopo la lettura del “testamento ru nanno e a nanna”, altre due maschere simboliche del Carnevale di Corleone che, al termine della serata, verranno bruciate nel tradizionale falò, sempre in piazza Falcone e Borsellino. “Attraverso il coinvolgimento della cittadinanza – afferma il sindaco Nicolò Nicolosi -, fruendo degli spazi pubblici, l’amministrazione comunale intende promuovere le politiche di valorizzazione del territorio. Il Carnevale non è solo una festa goliardica, ma è anche un modo per tenere vive le tradizioni e trasferirle alle nuove generazioni. La grande partecipazione dello scorso anno dimostra il forte radicamento della collettività a questa ricorrenza”.

Pubblicato l’avviso per creare la lista di collaboratori occasionali del Cidma

Corleone, 13 febbraio 2020. Pubblicato sul sito del Comune di Corleone l’avviso per la creazione di una lista di soggetti che si occuperanno delle attività di accoglienza dei visitatori all’interno del Cidma, il Centro internazionale di documentazione sulle mafie e del movimento antimafia. La definizione della long list era il punto centrale del recente accordo con i sindacati per la risoluzione della vertenza con chi ha già collaborato con il Centro. Proprio chi ha maturato negli anni scorsi un’esperienza all’interno del Cidma verrà chiamato prioritariamente.

La formazione della lista è finalizzata all’individuazione di persone in possesso di competenze professionali cui affidare incarichi di collaborazione occasionale. La selezione verrà fatta in base ai titoli, al curriculum e ai requisiti previsti dall’avviso. Tra questi, la conoscenza di una lingua straniera e della storia di Corleone (con particolare riferimento alle vicende di mafia e del movimento antimafia), l’esperienza in qualità di operatore di front-office turistico in strutture ricettive e/o turistiche pubbliche o private.

Per partecipare sono necessari la cittadinanza italiana o comunitaria oppure un valido permesso di soggiorno, e l’assenza di carichi pendenti e condanne penali (in particolare per reati di associazione mafiosa). Bisogna anche dichiarare se si è parente o affine entro il quarto grado di persone condannate per reati di mafia.

Chi ha già fatto accoglienza di turisti all’interno del Cidma verrà chiamato in modo prioritario, rispetto a chi invece non ha la stessa esperienza. Ciò verrà fatto in base alle specifiche esigenze dei visitatori e di una graduatoria che tiene conto del numero di visite guidate effettuate negli anni 2017, 2018 e 2019. Verrà seguito un ordine di scorrimento seguendo il criterio dell’alternanza.

Il modulo di manifestazione d’interesse si può scaricare dall’albo pretorio del sito del Comune di Corleone (www.comune.corleone.pa.it). La domanda va corredata da una copia del documento di identità e dal curriculum vitae. Può essere presentata entro il 3 marzo tramite Pec, a mezzo raccomandata oppure direttamente al Cidma. Per eventuali informazioni si può chiamare dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 al numero 091-8452495 oppure recarsi direttamente al Complesso San Ludovico, in via Valenti 7.

“Con la pubblicazione di questo avviso – dice Nicolò Nicolosi, presidente del Cidma e sindaco di Corleone -, aperto a soggetti qualificati, compresi coloro che hanno già collaborato con l’ente, finalmente inizia a delinearsi il percorso di rilancio del Cidma, con un ritardo di circa 8 mesi per un contenzioso francamente incomprensibile, anche perché quanto deciso con l’avviso pubblicato era stato già deliberato nel mese di luglio”.

L’assessore Lagalla inaugura i locali ristrutturati della scuola media

Corleone, 10 febbraio 2020. Inaugurati stamani alla scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Vasi” di Corleone i locali completamente ristrutturati dopo l’alluvione del 3 novembre 2018. Là dove prima c’erano fango, acqua, suppellettili e documenti distrutti, ora ci sono ambienti luminosi, accoglienti e con tutti gli impianti rimessi a nuovo. Tre mesi di lavori intensi, da settembre a dicembre, hanno consentito di restituire a docenti e alunni gli spazi che per oltre un anno erano rimasti chiusi. E oggi è stata grande festa, con l’orchestra e il coro della scuola, tanti ragazzi, insegnanti e genitori.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte tra gli altri il sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, il dirigente dell’Ambito territoriale di Palermo, Marco Anello, il dirigente scolastico dell’Istituto “Giuseppe Vasi”, Vincenzo Di Salvo, assessori e consiglieri comunali, autorità militari.

Le immagini della scuola media colpita dall’alluvione la sera del 3 novembre furono tra le prime a diffondersi non solo tra i cittadini corleonesi, finendo presto nel circuito dei mezzi di comunicazione nazionali. Un fiume d’acqua aveva invaso i locali al pianterreno del corpo A dell’istituto scolastico con tale violenza da scardinare il portone d’ingresso. Si allagarono aule, la presidenza e gli uffici amministrativi, i bagni, la palestra e il cortile alle spalle della scuola. Immediatamente, le commissarie prefettizie che reggevano il Comune in quel periodo disposero la chiusura della scuola.

“Venni a Corleone la mattina del 4 novembre – dice l’assessore Lagalla -. Era domenica. Mi sconfortai vedendo le condizioni in cui era ridotta la scuola. Pensai al rischio che avrebbero corso i vostri bambini se quelle acque fossero arrivate in orario non notturno. Essere qui oggi significa che quando le istituzioni si mettono insieme, nell’interesse della comunità, gli obiettivi possono essere raggiunti, anche a Corleone. La scuola è il luogo centrale dal quale si combatte la mafia e da cui si generano comportamenti virtuosi”.

“Corleone ha sofferto molto per l’alluvione – dichiara il sindaco Nicolò Nicolosi -. Molto però è stato fatto, anche se tanto rimane da fare. C’è la palestra da sistemare: speriamo farlo presto. C’è un problema di arredi, anche per riuscire ad organizzare la mensa scolastica ‘in house’, cioè fatta in proprio con i prodotti del territorio. A questo proposito un ringraziamento particolare va al dottore Marco Anello, il quale, nel confermare il suo impegno a sostegno della scuola, ha auspicato che ‘la comunità cresca in modo sano e che questi ragazzi possano davvero dire con orgoglio io sono corleonese per esprimere il meglio di questa città, di questa provincia e di questa regione’”.

La scuola fu riaperta qualche giorno dopo l’evento calamitoso, ma non completamente: il piano terra e il primo piano del corpo A restarono chiusi. A settembre del 2019, con l’avvio dell’anno scolastico, il primo piano è stato ripristinato, consentendo agli alunni di utilizzare i laboratori di informatica, tecnica e musica.

“La risposta delle autorità è stata immediata – racconta il dirigente scolastico -. Con grande sensibilità l’assessore ha messo a disposizione le somme del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il Comune si è attivato subito per avviare le procedure per l’appalto”.

Il Miur ha stanziato 150.000 euro per riportare la scuola nelle attuali condizioni, 80.000 per riparare il tetto del liceo “Don Giovanni Colletto”. I lavori alla scuola media sono stati diretti dal geometra Paolo Russo e dall’architetto Enrico Gulotta del Comune di Corleone. Sono 9 gli ambienti che sono stati rimessi a nuovo. Ospitano gli uffici amministrativi dell’istituto, la presidenza, un centro stampa e una sala professori. Presto dovrebbe aprire anche un centro ascolto per gli studenti.

“Sono stati rifatti tutti gli impianti tecnologici – spiega l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Salvatore Schillaci -, quello elettrico, il riscaldamento, la linea Lan. Inoltre è stato riattivato il fotovoltaico che era inutilizzato e ora è perfettamente funzionante. Un altro intervento ha riguardato i bagni: ne è anche stato realizzato uno per disabili. Infine, sono stati sostituiti gli infissi e ritinteggiati i muri. Vogliamo inoltre tranquillizzare i genitori: il vallone Caputo è costantemente monitorato”.

Per quanto riguarda la palestra, l’assessore Lagalla ha promesso di reperire le risorse necessarie per renderla nuovamente fruibile.

Lunedì si inaugura uno sportello Inail nell’ex casa Lo Bue

Corleone, 7 febbraio 2020. Apre a Corleone uno sportello informativo dell’Inail. Sarà inaugurato lunedì prossimo, 10 febbraio, nell’ex abitazione del boss Rosario Lo Bue, in via Salvatore Aldisio. Continua così l’azione di recupero e totale fruizione dell’immobile confiscato, iniziata dall’amministrazione comunale già da tempo. Oltre ad ospitare il Consorzio Sviluppo e legalità e alcuni uffici comunali, a settembre infatti è stato aperto un ufficio dell’Istituto autonomo case popolari (Iacp).

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Dal 10 febbraio partono due cantieri di lavoro per disoccupati

Corleone, 4 febbraio 2020. Partono a Corleone due cantieri di lavoro che impegneranno 30 disoccupati. Venerdì si sottoporranno ad una visita medica e lunedì prossimo saranno all’opera su alcune strade cittadine e della borgata di Ficuzza. A seconda dei casi, il progetto infatti prevede il rifacimento o la manutenzione dei marciapiedi.

I due cantieri erano stati sovvenzionati lo scorso mese di ottobre dall’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, che aveva stanziato 176.366,84 euro. Dopo il finanziamento, la macchina organizzativa si è immediatamente messa in moto. Un passaggio fondamentale è stata la nomina dei due direttori, l’ingegnere Francesco Lipari e l’architetto Pietro D’Antoni.

Contemporaneamente si è proceduto alla selezione degli istruttori. Sono Giuseppe Bruno e Giuseppe Salemi. Tra i criteri di scelta, un’esperienza precedente in cantieri di lavoro per disoccupati e la particolare conoscenza del territorio in cui verranno fatti gli interventi.

I 30 lavoratori (7 donne e 23 uomini, disoccupati e residenti a Corleone) saranno divisi a metà nei due cantieri e verranno impiegati per 74 giorni. Il primo cantiere di lavoro interesserà Ficuzza e via Guardia a Corleone. In entrambi i luoghi, in alcuni punti i marciapiedi sono malridotti, costituendo anche un pericolo per i pedoni.

L’altro cantiere invece riguarderà via Salvatore Aldisio e via Napoli. In alcuni tratti della prima strada, i marciapiedi sono del tutto assenti e si provvederà quindi alla loro realizzazione. In altri invece verranno demoliti quelli esistenti per sostituirli con quelli nuovi. Stessa situazione in via Napoli. Anche qui l’intervento è necessario per migliorare la zona sia dal punto di vista della viabilità che da quello dell’aspetto urbanistico e ambientale.

“Questi due cantieri sono solo i primi a partire – dice Salvatore Schillaci, assessore comunale ai Lavori pubblici e ai Cantieri di lavoro -. Attendiamo i decreti di approvazione di altri per cui abbiamo fatto richiesta. Sappiamo non essere la soluzione al problema della disoccupazione, ma questa amministrazione si impegna a dare una mano ai tanti corleonesi in attesa di occupazione. E i cantieri di lavoro vanno in questa direzione. Ecco perché verranno riproposti”.

“La funzione dei cantieri di lavoro è duplice – aggiunge il sindaco Nicolò Nicolosi –. Da un lato permettono di migliorare il decoro urbano della città. Dall’altro invece aiutano tante famiglie in difficoltà. Inoltre, abbiamo deciso di coinvolgere Ficuzza per cercare di esprimere al meglio le sue potenzialità. Si comincia dai marciapiedi della città e del borgo per continuare con le strade, le piazze, i giardini. È la risposta alle attese che i cittadini aspettano.”.

Grande successo di pubblico per il presepe vivente “Il sogno di Maria”

Più di 3.000 presenze, la metà delle quali provenienti dai paesi circostanti, ma anche da Palermo e da molte altre province siciliane, da quella di Trapani al Catanese. Oltre un chilometro di percorso e un’ora di camminata tra vicoli e piazze di Corleone con un tuffo del passato. Circa 250 attori e figuranti, perlopiù corleonesi. Quasi 50 quadri che hanno ripercorso la vita di Gesù, dal Vecchio Testamento fino alla sua Passione. Sono i numeri che raccontano un successo già previsto, quello de “Il sogno di Maria”.

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